sabato 31 marzo 2012

Svezia, terra pazza

Ieri sole, bello e caldo.
Questa mattina:

venerdì 30 marzo 2012

Al lavoro

Apertura caffetteria serale-notturna per la discoteca per adolescebti e quindi si lavora fino alla una.
Bella idea del comune che circa una volta ogni due mesi, negli spazi del centro sportivo, organizza una discoteca per ragazzi delle medie. L'idea alla base del progetto é quella di fornire un luogo di svago controllato. In effetti sono ad esempio l'etilometro in funzione all'entrata: vietato l'accesso a chi ha consumato alcolici...
Iniziativa che potrebbe essere da copiare e esportare...

mercoledì 28 marzo 2012

venerdì 16 marzo 2012

E pensieri sparsi del venerdì sera

Certe volte la vita è proprio strana...
Arrivi a casa la sera, dopo una partita vinta, anzi LA partita vinta. Finalmente sei salvo e questa stagione tribolata ha il suo lieto fine! Arrivi a casa e sei sollevato, leggero, felice... Così è per me quando finalmente raggiungi un obiettivo. Quando, dopo mesi e mesi di lavoro, di sofferenza, di delusioni e piccole gioie, di discussioni e sudore, arrivi finalmente a tagliare la linea del traguardo.
Chiaramente non è un traguardo gigante, la gioia non è straripante come dopo il successo alle finali dello scorso anno o come la vittoria ai DM di tre anni fa o come quella che speri di provare alla fine delle prossime annate, ma sempre di felicità e leggerezza si tratta.
Appunto, arrivi a casa con questo stato d'animo, accendi il computer e, navigando a caso, una notizia di colpisce... Proprio dal mondo dello sport, quello che in questo momento ti dona questa leggerezza, arriva la notizia che è purtroppo scomparso Roberto Morinini.
Non che io lo conoscessi o gli fossi particolarmente legato. Come allenatore lo studiavo e cercavo di rubarne il mestiere come faccio con tutti, ma non posso dire che fosse il mio idolo.
Però il pensiero corre e corre immediatamente a Giona. Non ci siamo più visti ne sentiti da oramai diversi anni, ma le esperienze vissute assieme rimangono vivide nella mia mente. Penso che mai potrò scordare quel periodo della mia vita in cui tutte e due abbiamo prestato servizio civile alla SCALA.
E, anche se non ci siamo più incrociati, vorrei potergli mandare un abbraccio!
Perdere un genitore deve essere un evento difficile da digerire e improvvisamente la leggerezza è scomparsa e ti trovi a pensare, a riflettere...
E domani cercherò un indirizzo e le parole giuste (anche se forse non esistono) per scrivere ad un vecchio amico. Non per consolarlo, non per compatirlo, ma solo per far sentire che ci sei, anche da 2000 km di distanza...

Pensieri sparsi del venerdì pomeriggio

Giornata che volge al termine e che porta in dote l'ultima partita casalinga di questa tribolata stagione per la squadra maschile. Questa sera si potranno conquistare i punti della definitiva salvezza e poi ricominciare da capo. Bisognerà chinarsi e lavorare sodo per estrapolare quello che secondo me è stato il principale problema di quest'anno: un atteggiamento sbagliato e una mentalità non abbastanza sportiva. I progetti non mancano e un gruppo di lavoro è già all'opera per pianificare il futuro.
Per quel che mi concerne il futuro mi vedrà probabilmente ancora più impegnato con i giovanissimi della società ma anche nuovamente responsabile di una squadra (e magari si ritornerà al mio vecchio amore, una squadra di missis...). Tutti questi sono discorsi che si stanno facendo di questi tempi nelle diverse riunioni che si sussegguono anche se non c'è ancora niente di definito e certo.
L'unica cosa certa è che quest'anno è volato! Sono successe tante cose durante la stagione, è corsa tanta acqua sotto i ponti (e poca neve quest'anno) e ora si è già al momento del tirare le somme.
E il tirare le somme unihockeystiche è sempre irrimediabilmente legato ai risultati. Se per la maschile quello appena trascorso è stato un anno calvario e si aspetta ancora il lieto fine (e con lieto fine si intende il minimo sindacale con una salvezza).
Le ragazze invece domenica festeggiano il primato in classifica con l'ultima partita della stagione regolare. Davanti al pubblico amico hanno la possibilità di compiere il percorso perfetto e finire la stagione a punteggio pieno. Già ora comunque l'attenzione è tutta rivolta ai playoff di ascesa che si disputeranno sul week end di pasqua!
E allora: forza i rossi e che il finale di stagione porti in dote una salvezza e una promozione!!!

lunedì 12 marzo 2012

Dopo un po' di tempo

Rieccomi a pubblicare qualcosa sul post...
Le giornate si seguono a ritmo frenetico e le cose da fare non mancano!
Settimana scorsa abbiamo cominciato, con i miei allievi, a visitare le lezioni di ginnastica per tenere alcune lezioni introduttive di unihockey con bambini di scuola elementare e dell'ultimo anno di asilo. Sono sempre stati momenti molto divertenti fino ad ora e continueranno ancora per tre settimane.
La palestra di una delle scuole dove andiamo è veramente piccola (quasi la metà di quella di Sorengo) e si rivela quindi molto interessante e impegnativo tenere una lezione con 20 allievi (i docenti hanno chiesto che ci siano al massimo 16 allievi, ma se ne arrivano di più mica possono nasconderli o rifiutarli...), soprattutto quando sono di seconda, come oggi (sono solo prima e seconda e asilo a fare lezione nella palestrina, le altre classi vanno nella vicina palestra doppia).
I miei allievi all'inizio erano quasi spaventati dal dover tenere queste lezioni, ma ora che hanno cominciato, non sembrano avere particolari problemi e sembrano anche divertirsi.
In questi giorni si sta anche concretizzando la discesa in Svizzera con i miei allievi. Probabilmente io scenderò in Ticino il 26 aprile con Bacc e Nisse in macchina. Al week end avremo il raduno della nazionale a Tenero mentre il mercoledì successivo arriveranno 4 miei allievi a Bergamo. Rimarremo poi in Ticino fino a lunedì 7 maggio in serata.
Il fatto di rimanere per ben 10 giorni in Ticino in quel periodo mi costringe verosimilmente a rinunciare alla discesa al sud per Pasqua... A malincuore, ma salterei troppe ore al bar sommando tutto.
Altra novità degli ultimi giorni: mi é stato chiesto se voglio ospitare dei ragazzi di Lille per 4 giorni. Sono dei ragazzi di liceo che fanno uno scambio con una classe del nostro istituto e hanno bisogno di un posto per dormire. Probabilmente ne ospiterò due.
Ora sono al bar e sono appena passate le mie "donett" a bere il caffé. Tra poco allenamento con le ragazze nate nel 99 e nel 2000 per poi concludere con l'allenamento della maschile.
Un abbraccio a tutti!
Hejdå
Giorgio

P.S.: FORZA FRIBORGO!!!!

martedì 6 marzo 2012

Video ultimato da Matteo su casa e dintorni!

Ecco qua l'opera prima di Matteo! Un video sulla casa e i dintorni, godetevelo e apprezzate le giornate invernali svedesi, azzurre e non proprio calde!
Un salutone dal nord con tanto male alle braccia (oggi allenamento di condizione fisica, penso che lo pagherò domani... ahah)
Giorgio

giovedì 1 marzo 2012

Sempre bravo

Interessante articolo di MEC sulla regione. Trovo sempre interessante leggere i suoi commenti...

Visto il clamore suscitato dal gol di Muntari non accordato dal segnalinee in Milan-Juventus, considerate le migliaia di righe scritte e le centinaia di opinioni espresse in ogni dove, dall’Italia all’UEFA, mi permetto di fare alcune considerazioni che sono strettamente legate ad alcuni recenti nostri articoli sugli arbitri e sul loro operato nelle varie partite. Molto spesso (eufemismo) la squadra che si vede defraudata da una decisione arbitrale, tende a incolpare sì l’arbitro, ma soprattutto fa ricadere sull’avversaria le colpe di tutto quanto. Un gioco delle parti che, dal mio punto di vista, è stucchevole per non dire ingiusto. L’errore arbitrale premia una compagine e penalizza l’altra. Ma chi viene beneficiato da questo giudizio non può avere colpe specifiche, non può modificare le scelte operate dall’arbitro e quindi, considerato il linciaggio che deve subire, è a sua volta penalizzata. Non a livello di punteggio, o non sempre almeno, ma certamente in fatto di immagine. I tifosi avversari tenderanno a dire che a venir beneficiata sia sempre quella o quell’altra compagine, a dipendenza delle contingenze e delle opportunità: ma anche questo fa parte di un gioco delle parti che si perde nel tempo e nei cliché, forse non da tutti ritenuti sempre tali.
È evidente che l’immagine, la forza economica, politica e mediatica di un Milan-Juventus, rispetto ad altre sfide sono di una differenza abissale. Siamo convinti che certe reti date o non date (come nel basket i falli fischiati in un modo piuttosto che in un altro), in gare meno eclatanti di questa, avrebbero avuto un riscontro mediatico differente: se ne parlava la domenica sera e poi si girava pagina. Diventa così evidente l’iniquo giudizio di valore espresso su partite di punta e su altre di apparente minore importanza. Gli eccessi, le provocazioni, le frasi dette e non dette, il semplice dito puntato piuttosto che l’insulto, hanno un peso che viene inevitabilmente a condizionare il giudizio sportivo e diventa un pro o contro, a dipendenza dei colori, e senza mai poter avere la controprova che il risultato finale, senza quel particolare errore, sarebbe stato diverso.
Anche a noi è successo di farci travolgere da certe situazioni, giudicando e descrivendo in modo unidirezionale una gestione arbitrale, facendo leva su una bufala galattica. Quindi, senza avere la necessaria serenità di vedere un errore come tale e non come una cospirazione nei confronti dell’una o dell’altra squadra, certamente condizionati anche dalla storia sportiva vissuta più o meno in prima persona: ma ciò non può essere una scusante.
Bisogna prendere coscienza di questi eccessi nelle valutazioni se vogliamo portare avanti un discorso educativo e costruttivo, soprattutto con i giovani che fanno sport. Si dirà che è la solita aria fritta e buonista, ma se ci sono società che si stanno impegnando in un progetto etico, qualcosa vorrà pur dire. Far capire a chi fa sport che l’errore è di tutti ed è una componente del gioco, un elemento su centinaia che si susseguono, che educare ha comunque un suo valore e che si devono considerare anche i propri errori e non solo quelli altrui, potrebbe essere un passo avanti.
Parallelamente a questo discorso di tolleranza, mi permetto di sottolineare quanto sarebbe utile, sempre in chiave di crescita agonistica e sportiva, la presa di responsabilità di chi fa il professionista. Quanto sono attrezzate le nostre società per gestirsi in modo professionistico? Quanto lo sono gli allenatori? E quanto sono veri professionisti quelli che vengono ingaggiati come tali? Recentemente ho avuto modo di osservare atteggiamenti e comportamenti e di sentire commenti dell’una o delle altre parti, su quanto accade dentro e fuori il campo, nelle varie società e non solo ticinesi. Credo che un discorso di fondo, magari anche a livello di Lega, lo si dovrebbe fare, perché permetterebbe a tutti di affrontare queste problematiche con maggior determinazione. È un mondo dove troppe persone parlano, ma poi non agiscono. Ci sono giocatori che scaricano le colpe senza mai un’autocritica: professionisti che non sono dei modelli per chi lavora otto ore prima degli allenamenti, allenatori impotenti perché non hanno pieno appoggio dai dirigenti e dirigenti che sono anche ostaggio dei contratti dei giocatori.
Credo che il sistema professionistico o semiprofessionistico vada imparato, capito e gestito bene, in modo che le società siano veramente efficaci e che ognuno sia tenuto ad assumersi responsabilità e comportamenti in sintonia con il ruolo che ha. Sarebbe un passo avanti per crescere veramente e non navigare a vista come troppo spesso accade.